Aprire un centro ricostruzione unghie in casa: P.IVA, leggi e requisiti


In questo articolo scopriremo assieme cosa serve per aprire un centro ricostruzione e decorazione unghie in casa (centro nail) che sia in grado di farti guadagnare 💰 e, al contempo, di garantirti una vita professionale e personale quanto più serena possibile, che ti permetta di avere anche il tempo e le risorse economiche per gestire al meglio la tua vita privata, le tue attività e soprattutto che ti metta nelle condizioni di poter passare del tempo di qualità con i tuoi figli 👨‍👩‍👧‍👦.

In poche parole, per aprire un centro ricostruzione unghie in casa, i passi sono:

  1. Acquisire la professionalità necessaria in corsi altamente specializzati (come i nostri)
  2. Dotarsi oltre che dei colori di base, anche di tutto i materiali e le attrezzature necessarie ad applicazioni professionali (qui sotto trovi un elenco dettagliato)
  3. Capire i requisiti, l’inquadramento fiscale e quello legale della tua attività (trovi numerosi spunti più avanti)
  4. Allestire il tuo spazio lavoro ed iniziare a creare il tuo giro di clienti!

Nelle prossime righe entreremo in dettaglio, non solo di questi punti, ma faremo alcuni cenni anche sui costi da affrontare e su come creare un business plan adatto al tuo centro ricostruzione unghie.

Introduzione

Ma partiamo con ordine: se vuoi aprire il tuo centro ricostruzione unghie a casa tua considera che le pratiche burocratiche sono tutto sommato semplici da espletare (come tutto del resto in Italia 😂); unica cosa veramente richiesta… dovrai armarti di pazienza 😅 perchè ci sono vari tipi di regolamentazioni da considerare!

Raccogliere tutte le informazioni per aprire un centro nails a casa propria è un iter che può variare da regione a regione e persino da comune a comune, ma in ogni caso occorre sempre “conformarsi” (essere in conformità, mettersi in regola in pratica…) sia dal punto di vista fiscale che da quello comunale e ufficio d’igiene..

Per quanto riguarda il materiale necessario per l’organizzazione del tuo luogo di lavoro, non ci si discosta molto da quello di un centro estetic tradizionale. L’unica differenza può essere rappresentata dalle misure degli ambienti in quanto solitamente, chi apre il proprio centro ricostruzione unghie in casa, dispone di uno spazio più limitato rispetto a chi si insedia direttamente in un salone o centro estetico appositamente costruito.

Entriamo ora nel vivo delle questioni “spinose” burocratiche, legali e fiscali senza però dimenticarci dell’importanza di capire quali siano i requisiti per aprire un centro ricostruzione unghie a casa, che cosa serve per aprirlo, quanto costa aprire un centro nails in casa e come si fa un business plan in questo settore.

E’ necessario aprire partita iva per fare ricostruzione unghie?

Prima di aprire la partita IVA occorre identificare quale sia il proprio Codice Attività, detto anche Codice Ateco, cioè un codice determinato in base alla tipologia di lavoro svolto, in quanto a seconda che si tratti di “Servizi degli istituti di bellezza” oppure di “Servizi di manicure e pedicure”, abbiamo due diversi codici attività possibili.

Una volta identificato il codice inerente alla tua attività, potrai procedere all’apertura della Partita IVA; normalmente per le estetiste viene consigliato dai commercialisti il REGIME FORFETTARIO, in quanto è un regime agevolato che offre numerosi vantaggi; tuttavia ti raccomando di rivolgerti ad un professionista del settore per avere certezze in questo senso.

Considerando che, appena si inizia a praticare una nuova attività, il giro di clienti potrebbe non essere così elevato, può essere vantaggioso scegliere di rientrare all’interno di un regime forfettario, dove si vanno a calcolare le tasse con un’aliquota fissa del 5% per i primi 5 anni e in seguito del 15%.

Tutto questo vale per un volume di ricavi annuo che non deve superare i 65.000 euro. Mentre scrivo (ottobre 2019) l fisco italiano ti offre anche un’altra splendida ulteriore possibilità: aprire una Partita IVA nell’ambito del codice attività “Altri servizi alla persona” in quanto in alcune regioni o comuni non è obbligatorio avere la qualifica di estetista per effettuare decorazione delle unghie per cui rientra nei servizi generici alla persona, per i quali viene pagata una somma di denaro per una prestazione; tale somma va dichiarata al fisco scegliendo una regolamentazione fiscale che potrebbe essere il regime forfettario se si rientra con il volume dei 65.000,00 euro all’anno. Vediamo nel prossimo paragrafo perchè…

Legge onicotecnica: il delirio italiano 😱

La regolamentazione in questo settore presenta molte lacune: di conseguenza, mancando in Italia una vera e propria regolamentazione in materia di onicotecnica, regioni e comuni sono liberi di legiferare autonomamente creando, di fatto, un pò di scompiglio lungo tutto lo stivale… La legge italiana infatti riconosce e regolamenta la figura dell’estetista (legge 1/90) , mentre per quanto riguarda la regolamentazione della figura dell’onicotecnica la situazione varia da regione a regione. Per “onicotecnica” si intende una figura professionale esperta di decorazione unghie e applicazione unghie artificiali, che ha fini esclusivamente estetici.

Sarebbe una figura molto diversa da quella dell’estetista e quindi non dovrebbe essere assimilata come categoria, però molte regioni richiedono il diploma di estetista per poter praticare la professione dell’onicotecnica. Alcune regioni, come Abruzzo e Lombardia, fanno addirittura distinzione tra “applicazione” (smalto e tip applicata con la colla per unghie) , e “ricostruzione” (applicazione del comune gel che, da un punto di vista normativo, può venire in alcuni casi paragonata, da un punto di vista normativo, ad un intervento ricostruzione quasi di tipo chirurgico).

Per applicazione si intende la decorazione con smalto e la semplice applicazione di tips, per le quali non è richiesto alcun titolo specifico, per cui ci si può iscrivere autonomamente nell’albo degli artigiani.

Quando si parla invece di ricostruzione, si intende per l’appunto anche l’utilizzo di gel che va applicato sull’unghia naturale: attività per la quale attualmente viene richiesta la qualifica di estetista, come nel caso della regione Lazio 😱…

In conclusione, occorre fare riferimento alla normativa della propria regione, per capire quali siano i criteri di riferimento, senza dimenticare che, tanto per complicare le cose, anche i comuni possono approvare attività che la regione invece non autorizzerebbe.

In sintesi, poiché siamo in Italia, e poiché a priori non è possibile stabilire a livello di autorizzazioni comunali con quale criterio inquadrare la tua attività, il consiglio che ti do è, anzitutto, di fare una bella visitina all‘ufficio tecnico del tuo comune (a Rimini, ad esempio, c’è lo “sportello unico per le attività produttive”) ed a chiedere lumi 😃.

Onicotecnica a domicilio partita iva

Chi esercita la professione di onicotecnica recandosi a casa dell’interessata per effettuare il servizio di decorazione unghie, non necessita di particolari autorizzazioni, ma deve solamente regolarizzare la posizione dal punto di vista fiscale.

Premesso che, ovviamente, il mio consiglio è quello di rivolgerti ad un commercialista professionista iscritto all’albo, alcune parole generali di buon senso le possiamo dire: le regole per l’apertura della Partita Iva sono le stesse delle altre categorie; è consigliabile un regime forfettario, con contabilità semplificata.

Per saltuarie prestazioni di decorazione unghie presso centri estetici di altri, si potrebbe addirittura utilizzare un contratto per prestazioni occasionali, ma ci sono limiti di 5.000 € sul volume totale di prestazioni.

Quali sono i requisiti per aprire un centro ricostruzione unghie a casa

Se hai il titolo di “estetista”, sei iscritta all’albo e vuoi aprire il tuo centro ricostruzione unghie in casa, i requisiti fanno riferimento alle norme dell’ufficio d’igiene della propria città per l’estetista con qualifica. Un documento che può essere preso un pò come punto di riferimento, per quanto specifico per la Lombardia, è la “SCHEDA INFORMATIVA DEI REQUISITI IGIENICO SANITARI RICHIESTI AI SENSI DELLA NORMATIVA VIGENTE PER L’ATTIVITÀ DI PARRUCCHIERE, ESTETISTA ED AFFINI.

Un altro documento interessante sul discorso normative, sempre però relativo alla regione Lombardia, che è disponibile sul sito della regione è questo.

In linea di massima comunque, ciò che ti potrebbe venire richiesto è nell’ordine di:

  • misura minima dell’ambiente di 5 metri quadri
  • pavimenti con superfice liscia e lavabile
  • lavandino nella stanza
  • pittura lavabile alle pareti fino all’altezza di 2 metri
  • esistenza di una finestra o una apertura con una certa proporzione della superficie aero-illuminante
  • ecc..

Se comunque nella tua regione non viene richiesta la qualifica di estetista per praticare la tua attività di onicotecnica, le norme sono quelle del buon senso e di normale igiene ordine e pulizia.

Cosa serve per aprire un centro ricostruzione unghie a casa

Per definire cosa serve per aprire un centro nails ricostruzione unghie a casa propria occorre innanzitutto definire quale sia lo spazio da dedicare a questa attività.

Potrebbe essere un’intera stanza oppure un angolo della zona giorno della casa. In ogni caso ci sono degli elementi base, degli oggetti e delle attrezzature da lavoro che sono indispensabili, tra cui:

  • Tavolino su cui lavorare con misura ideale 120 x 60 cm. Il tavolo non deve essere troppo profondo altrimenti si faticherebbe ad impugnare correttamente gli strumenti e la mano della cliente.
  • Lampada per asciugare lo smalto (chiamata anche “fornetto”)
  • Lampada illuminante con lente d’ingrandimento ideale con 5 diottrie.
  • Tovagliette di carta da stendere sul tavolo ad ogni applicazione
  • Pad e dosatori
  • Set di Smalti Frida e tutto il materiale per l’applicazione: smalto, pennelli, decorazioni, ecc.
  • Una fresa per unghie

Quanto costa aprire un centro ricostruzione unghie a casa

elementi di costo (nel paragrafo successivo vedremo anche i ricavi) Per quanto riguarda il costo da affrontare, una volta decisa quale sarà la parte della casa da adibire alla zona di lavoro per applicazione smalto, dobbiamo sostanzialmente arredare e organizzare l’attrezzatura.

E’ consigliabile che questo spazio sia permanente perchè se ad ogni fine giornata dobbiamo ripiegare il tavolo e mettere in uno scaffale tutti gli attrezzi di lavoro, diventa complicato e dispersivo di energia. Ecco una tabella con i costi con i prodotti indispensabili:

Tavolino con cassetti, in laminato bianco (COD: 800.329) € 322,80
Lampada per asciugare lo smalto semipermanete e gel (Futura Pink) € 59,00
Lampada illuminante con lente d’ingrandimento ideale con 5 diottrie € 65,00
Fresa per unghie 35.000 giri professionale € 190,00
Set di 40 smalti Frida compresi base e top lucidate € 640,00
Prodotti e solvente per rimuovere il semipermanente (kit rimozione) € 21,50
Set di lime e buffer € 10,00
Materiale in carta usa e getta come tovagliette e pad € 20,00
Sterilizzatore al quarzo € 48,80
TOTALE € 1.377,60

Come si fa un business plan centro ricostruzione unghie

Non occorre creare un business plan come se stessi aprendo una startup e stessi ricercando dei finanziamenti da joint venture capital! Cerchiamo di procedere con il buonsenso e con alcuni esempi numerici che ti possano aiutare a capire come fare il “business plan” per il tuo centro unghie valutando costi iniziali, costi fissi e possibili ricavi.

Starà poi a te ricompilare questi numeri sostituendo le cifre sulla base del giro di clienti da te atteso. Ad esempio, se consideriamo che il prezzo medio che farai pagare fosse di € 20,00 a persona, se aprissi a Gennaio e il primo mese ti raggiungessero 5 persone a settimana, in un mese sarebbero 20 persone in tutto.

E’ una previsione per difetto, molto restrittiva in quanto, probabilmente, hai già delle amiche o conoscenti che sono interessate al tuo servizio e che sicuramente a loro volta avranno delle amiche da presentarti 😉.

Consideriamo che, dato l’andamento stagionale di questo mercato, nei i mesi successivi ci sarà un incremento, quindi dal secondo mese (Febbraio) fino a ad Aprile avremo un aumento ma contenuto; ti potrai aspettare una vera esplosione di richieste a partire da Maggio, quando inizia la stagione estiva e più soleggiata e si va al mare.

Nel mese di Giugno le clienti inizieranno anche a chiedere l’applicazione sui piedi, per cui il lavoro è probabile che addirittura possa raddoppiare! Consideriamo inoltre che, in base a quello che ci dicono le nostre clienti, estetiste onicotecniche dalla pluriennale esperienza, con una sola bottiglietta di smalto Frida da 14 ml. si può arrivare fino a 25 applicazioni diverse (50 mani), e quindi nella tabella che segue, abbiamo supposto, rimanendo abbondanti, che il costo del prodotto per 20 applicazioni sia di € 16,40.

Inoltre per quanto riguarda l’ammortamento dei costi iniziali (cioè in quanto si ricuperano i costi iniziali), abbiamo ipotizzato di dividerlo in parti uguali per tutti i 12 mesi dell’anno. Vediamo l’esempio di seguito:

ENTRATE USCITE UTILE
Numero Persone al mese Prezzo x Numero Persone A 20€ Costo smalto e consumi vari Ammortamento costi iniziali 1.377,00 / 12 Differenza tra entrate e uscite
GENNAIO 20 400 16,4 114,75 268,85
FEBBRAIO 30 600 32,8 114,75 452,45
MARZO 40 800 32,8 114,75 652,45
APRILE 40 800 32,8 114,75 652,45
MAGGIO 90 1800 49,2 114,75 1636,05
GIUGNO 120 2400 82 114,75 2203,25
LUGLIO 120 2400 82 114,75 2203,25
AGOSTO 80 1600 49,2 114,75 1436,05
SETTEMBRE 60 1200 49,2 114,75 1036,05
OTTOBRE 60 1200 49,2 114,75 1036,05
NOVEMBRE 60 1200 49,2 114,75 1036,05
DICEMBRE 60 1200 49,2 114,75 1036,05

Come puoi vedere, nel caso ipotetico di questo esempio, già a fine marzo saresti andata in pari e ti saresti già ripagata tutte le spese iniziali!

Conclusioni

In conclusione posso affermare che, una volta espletate le “semplici” pratiche burocratiche per l’apertura del centro nails e unghie a casa propria, allestita la postazione e acquisito il materiale necessario per l’applicazione smalto unghie, l’attività può presentare veramente molti vantaggi, in termini di tempo libero, di entrate di denaro e, in ultima analisi, di soddisfazione, liberà e serenità personali.

Se consideriamo infatti le ore settimanali dedicate al lavoro, come puoi vedere da nostro business-plan, sono sempre meno rispetto alle classiche 40 ore settimanali di un lavoro impiegatizio: si arriva al massimo, per i periodi di maggior lavoro di Giugno e Luglio, alle 30 ore settimanali.

Se tale attività fosse completa anche di prestazioni (come ad esempio la ricostruzione unghie in gel) le entrate potrebbero essere molto maggiori in quanto il prezzo pagato per ogni prestazione è sicuramente maggiore.

Buone nails da Roberta di FridaCosmetics!

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